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Il Civ a Firenze

La presentazione delle Linee triennali di indirizzo a Firenze è avvenuta mercoledì 24 febbraio 2010 nei locali dei Laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure (Fortezza da Basso), tra i più prestigiosi al mondo.  Un contesto esclusivo, che ha offerto l’occasione di vedere da vicino il trattamento di opere d’arte di rilievo internazionale, tra le quali un dipinto di grandi dimensioni su tavola di Giotto del 1310 e il tabernacolo dei Linaioli, del Beato Angelico.

La direttrice della Scuola di Alta Formazione dell’Opificio, Letizia Montalbano, nel suo saluto di benvenuto, ha messo in luce la estrema selettività del corso di studi come garanzia di alta qualità. Ha ricordato, inoltre, come parte del personale dell’Opificio, continui ad assicurare la propria attività, pur nella ristrettezza di risorse finanziarie, ad ulteriore riprova delle importanti professionalità interne alla Pubblica Amministrazione.

Nell’intervento introduttivo il direttore regionale, Giuseppe Conte, ha sottolineato il valore della presenza del Civ come momento di attenzione alle sensibilità locali.

I consiglieri Sebastiano Callipo e Stefano De Caro, nel presentare le linee strategiche per il triennio 2010 – 2012,  hanno evidenziato l’importanza del confronto col Territorio, nella ricerca di nuove idee e strategie utili al nuovo impegno richiesto alla Pubblica Amministrazione. Da qui, l’opportunità di stringere un patto con gli interlocutori istituzionali per offrire agli iscritti un servizio sempre più efficiente e di qualità, in un contesto generale di crisi. In tale percorso, si colloca l’impegno di ciascun dirigente nella ricerca di armonizzazione del Piano Industriale con le Linee di indirizzo e con il bilancio dell’Istituto, passando attraverso il coinvolgimento e quindi la motivazione del personale.
Il ruolo del’Istituto si deve caratterizzare non solo per le tematiche previdenziali ma anche per quelle creditizie e di stampo più prettamente sociale, sia per i giovani sia per gli anziani più in difficoltà.

Attivare, stimolare, conquistare una partecipazione attiva anche nel welfare volta ad offrire servizi mirati, richiede la puntuale conoscenza delle esigenze del territorio, e del contesto sociale in continua evoluzione. Per questo, l’Istituto non può prescindere dalla costituzione di una banca dati completa attraverso l’implementazione della posizione assicurativa e di tutte le necessarie informazioni  fondamentali per focalizzare le diverse esigenze degli iscritti e pensionati.
In questa ottica, la regionalizzazione dell’Istituto e delle politiche di welfare assumono il ruolo di snodo cruciale.
Nel suo ruolo di indirizzo e vigilanza dell’Istituto, il Civ non può che auspicare il ripianamento del pesante deficit strutturale da parte dello Stato, sollecitando la internalizzazione delle consulenze e l’ottimizzazione delle risorse interne.

Oreste Giurlani di Uncem e Paolo Panattoni di Anci Toscana, hanno rappresentato le crescenti difficoltà finanziarie di Comuni e  Comunità Montane nel dare risposte immediate di qualità ai cittadini. Difficoltà che in Toscana hanno stimolato l’associazione di funzioni per  progetti comuni che assicurino attenzione al disagio. In linea con tali esperienze positive, hanno lanciato l’invito all’Inpdap a far parte della “ cabina di regia” sul welfare per dare servizi ad anziani e minori, puntando su progetti già attivi: società della salute montane; sugli anziani non autosufficienti; sul disagio (come alcolismo, suicidi, violenza su donne e minori), per valutare insieme la sostenibilità economica e coinvolgere più da vicino il personale, condividendo l’obiettivo finale di crescita.
La mutevolezza dello scenario sociale di riferimento impone agli Enti di anticipare e organizzare i bisogni dei cittadini, e proprio per garantire la “prossimità dei servizi” la sinergia messa in campo tra più frazioni, condivisa con la dirigenza locale e le OOSS, ha consentito l’apertura di uno sportello del cittadino tutti i giorni.
Le difficoltà finanziarie, trasversali a tutte le istituzioni presenti, obbligano a fare squadra, per poter coordinare e non disperdere energie indispensabili a soddisfare l’articolazione dei bisogni.

Altri interventi hanno auspicato la collaborazione dell’Inpdap nei progetti già attivi nel Mugello in favore degli anziani: welfare leggero (compagnia e supporto amicale a persone sole o con difficoltà di movimento);  telesoccorso e teleassistenza (destinato ad ultra 75enni con fragilità sociale o esigenze sanitarie e privi di sostegno solidale o familiare); telefonia sociale (chiamate ad orari predeterminati e servizio informazioni); botteghe solidali ( in accordo con Confesercenti e le botteghe di frazione per la spesa a domicilio).
 Tanti gli stimoli per ulteriori iniziative verso i giovani. Il direttore regionale, da parte sua, ha ipotizzato la possibilità  di destinare alcuni immobili di proprietà dell’Istituto, adeguatamente ristrutturati, in favore di studenti fuori sede a prezzi calmierati.

Nelle conclusioni, il Civ ha sollecitato entusiasmo consapevole e onestà valutativa  per rispondere adeguatamente alla funzione sociale contestualizzata all’attuale momento storico, sapendo cogliere la sfida imposta dal cambiamento come opportunità di rilancio dell’Istituto nel panorama previdenziale.

Marzo 2010

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