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Articolo del Presidente CIV
La parola d’ordine del ministro del tesoro è: "I conti devono essere in ordine": nulla da obiettare. Sicuramente chi tira a campare con redditi sulla soglia della povertà una domanda se la pone: ma chi li ha messi in "disordine"!
Saranno per caso i miei 1.200€ al mese? E via con gli ansiolitici. Ma alla fine non viene meno la caratteristica principe del nostro popolo; tirare la cinghia se serve. E oggi serve per evitare la catastrofe! Ma al Sig. 1.200€/mese, operatore INPDAP che ha capito che per almeno tre anni sarà opportuno non "sgarrare" su nulla chi spiega il senso di certi emendamenti come quello che fa intendere che la salvezza della nostra economia passa anche se si annulla il Pluralismo degli Enti Previdenziali, se si crea un "Moloch" con bilancio pari al MEF, con un uomo solo al comando con poteri immensi sull’intera popolazione attiva e pensionata del nostro paese?
Paese che dimentica che le risorse che i vari Enti Previdenziali gestiscono non sono dello Stato ma in massima parte contributi dei lavoratori e delle loro aziende! E che i trattamenti pensionistici con la riforma "Contributiva" riducono di molto il carico finanziario dello Stato nei confronti della voce di bilancio "solidarietà sociale"? Ed allora perchè insistere nella "deriva" di considerare gli Enti Previdenziali dependance dei ministeri alla faccia della loro autonomia?
Come giudicare l’altro emendamento che non s’interroga sulla confluenza dell’IPOST all’INPS (a proposito dove è finita la discussione sulle aziende di servizio pubblico con naturale collocazione all’INPDAP, che ha consentito la definizione di un piano industriale con una platea di iscritti allargata di 300.000 unità?) ma propone l’assorbimento dell’ENAM (Ente nazionale assistenza magistrale) da parte dell’INPDAP per assicurare la piena integrazione delle funzioni in materia di Previdenza ed Assistenza? Quando mai l’ENAM ha svolto compiti previdenziali? E in presenza di una consolidata trasformazione delle prestazioni di welfare nella logica della sussidiarietà, la cosidetta riforma Bassanini che indica il pluralismo degli erogatori di prestazioni assistenziali, siano essi enti pubblici o soggetti privati, che senso ha eliminare un ente come l’ENAM che ha una storia consolidata, una forte qualità nei servizi erogati e, importante, non costa un euro allo Stato?
La confusione regna sovrana, ma la speranza che alla fine qualcuno abbia ancora il dono della ragione bocciando certi emendamenti non ci viene meno.
F.to Carlo BORIO
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