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Il Civ a Napoli

La Campania ha accolto il Civ nella sua delegazione, il giorno 18 febbraio, a Napoli, nella cinquencentesca aula affrescata del Consiglio provinciale, di recente restaurata e tornata al suo splendore.

Il vice presidente del Civ dr. Forte Clo, ha presentato a un’ampia platea di autorità - rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, organizzazioni sindacali e patronati - le linee programmatiche del Civ 2010/2012 che puntano all’affermazione del “ruolo Inpdap” quale interlocutore per cittadini ed enti, non solo nell’ambito previdenziale ma anche nelle politiche del welfare.

I lavori, moderati dal dr. Domenico Pennone, capo Ufficio stampa della provincia di Napoli, sono stati introdotti da Maria Giovanna De Vivo, responsabile della struttura Inpdap Campania, che ha illustrato la Carta dei valori come “carta di identità dell’Inpdap” entro cui realizzare gli obiettivi strategici del Civ. In particolare, ha richiamato tra i valori fondanti, quelli dell’orientamento all’utente (centralità della persona-utente) e dell’efficienza (nell’ottica di migliorare l’organizzazione al servizio dell’utenza, valorizzando il personale).

Ha riferito su alcune iniziative – promosse dalla regione nell’ambito del welfare - a favore di giovani e anziani e ha rilevato l’esigenza di un forte raccordo e “patto” con gli enti per la compiuta attuazione di Passweb, ormai improcrastinabile per la normalizzazione del sistema nella gestione delle prestazioni.

Il dr. Forte Clo ha salutato i convenuti a quella che definisce “assemblea dei soci proprietari”, sottolineando la necessità che l’Inpdap si radichi sul territorio nella logica del patto tra utenti ed enti. Illustra i punti salienti delle Linee di indirizzo, tracciate dal Civ , evidenziando che queste sono scaturite anche dall’ascolto, precedentemente svolto, con le realtà locali

Non bisogna nascondere – ha proseguito il vice presidente - la realtà dei problemi che investono l’Istituto, dall’ informatizzazione alla incompletezza delle banche dati, ma bisogna impegnarsi e praticare sinergie con i patronati e le amministrazioni per superare le criticità e pervenire a una banca dati completa e attendibile.

L’Inpdap si propone, infatti, attraverso un patto con le amministrazioni iscritte soprattutto per ciò che concerne il trasferimento di dati delle posizioni assicurative, di erogare velocemente e in maniera integrata le prestazioni a livello telematico, con positive ricadute non solo sugli utenti ma anche sugli enti.

Nel promuovere il rafforzamento del ruolo dell’Istituto, ha fatto anche riferimento al disavanzo ormai strutturale dell’ente evidenziando che non è addebitabile all’Inpdap - che anzi può vantare rispetto agli omologhi enti previdenziali le minori spese di funzionamento - ma a cause esterne che vanno affrontate a livello governativo così come avviene per l’Inps che ha risolto i problemi di disavanzo strutturale grazie ai finanziamenti statali.

Nel campo delle politiche sociali, poi, occorre cogliere le esigenze territoriali ai fini di un sistema del welfare che intercetti i bisogni delle realtà locali. Tanto, in un’ottica di decentramento che sposti le decisioni dal centro alla periferia dell’Istituto.

E’ intervenuto, poi, il consigliere Ponti per portare una testimonianza di concretezza, in qualità di coordinatore della Commissione prestazioni del credito e delle attività sociali.

Il dr. Ponti ha illustrato le principali novità del regolamento dei prestiti e mutui Inpdap, che scaturiscono dall’ascolto del territorio e che tengono maggiormente conto delle logiche solidaristiche alla base del Fondo credito per i dipendenti e pensionati Inpdap.

Per ciò che concerne le politiche sociali, ha continuato Ponti, occorre rilanciare la cultura della cosa pubblica e degli obiettivi comuni, attuando un welfare puro e non inteso come investimento.

Il consigliere dr. Giuseppe Soricaro nel suo intervento ha sottolineato la necessità di affrontare le carenze di organico e il taglio previsto dalla normativa in corso di evoluzione rafforzando i rapporti con i patronati, sul modello tracciato dall’Inps.

Richiamando l’esigenza di completare la banca dati, dando impulso alla posizione assicurativa, ha auspicato un rafforzamento dell’ente nello scenario previdenziale.

Agli interventi è seguito un vivace e partecipato dibattito tra rappresentanti delle amministrazioni, dei patronati, delle OO.SS. e l’Inpdap, in un costruttivo e propositivo confronto.

Il presidente del Consiglio provinciale dr. Luigi Rispoli ha chiuso i lavori ricordando la sua positiva esperienza nell’ambito della dismissione del patrimonio immobiliare dell’Inpdap, che lo ha visto coinvolto come rappresentante degli inquilini.

Marzo 2010

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